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Stemma Città di Castello

Città di Castello

Giustini e Vitelli

Governo: Comune pontificio conteso Città: Città di Castello Parte al potere: Giustini
Storia della casata

Dopo aver sterminato parte delle famiglie rivali dei Fucci e dei Giustini, i Vitelli ripresero nel 1470 il controllo di Città di Castello per conto del papa, seppur tacitamente. Ma dopo l’elezione di Sisto IV nel 1471 la sorte della famiglia dovette fare i conti con le ambizioni del papa Della Rovere, che dal 1473 ricondusse a obbedienza le città dell’Umbria.

Probabilmente per destinare la città al nipote Giovanni Della Rovere, il pontefice si presentò in armi alle sue porte e la assediò sotto la guida di Giulio Cesare da Varano, Pino Ordelaffi e Lorenzo Giustini. A difesa dei Vitelli intervennero Firenze e Milano; con la mediazione di Federico da Montefeltro la famiglia si arrese e prese la via dell’esilio nelle terre fiorentine.

Durante la guerra tra Papato e Firenze del 1478 il capostipite Niccolò Vitelli tentò di riprendere la città per strapparla al controllo papale, ma fallì e si ritirò dalla disputa, restando con i figli in attesa di riprendersi la sua città.

Città di Castello, al confine con i domini fiorentini e in particolare con Sansepolcro, è oggi sotto il controllo indiretto del papa: governa la famiglia Giustini, e Federico da Montefeltro ne garantisce la tenuta per conto del suo signore.

Città di Castello, Giustini e Vitelli

Autorità filopontificia

Papa Sisto IV Sovrano superiore della città nello Stato della Chiesa. Adulto
Lorenzo Giustini Dottore, cavaliere e principale uomo politico-militare della parte filopontificia; opera come agente e commissario di fiducia del papa. Circa 51 anni
Le magistrature comunali continuano formalmente a operare: podestà, otto priori del Popolo e consigli cittadini. Il loro spazio politico è però condizionato dalla guarnigione pontificia e dalla lotta fra le fazioni.

Vitelli in esilio

Linea di Niccolò Vitelli
Niccolò Vitelli Antico signore di fatto della città; espulso dopo la resa del 1474 e residente con la famiglia a Castiglion Fiorentino. Rimane il principale pretendente al ritorno. Circa 70 anni
Pantasilea Abocatelli Moglie di Niccolò e madre dei suoi figli legittimi. Adulta
Giovanni Vitelli Figlio maggiore; già coinvolto nelle iniziative militari della famiglia. Adulto
Camillo Vitelli Figlio di Niccolò; giovane uomo d'arme. 22 anni
Paolo Vitelli Figlio di Niccolò; partecipa alla lotta della famiglia contro i pontifici. 20 anni
Vitellozzo Vitelli Figlio minore di Niccolò, educato durante l'esilio familiare. Adulto
Fazioni interne

Parte giustiniana e pontificia

Città, rocche, uffici pubblici e collegamenti con Roma Lorenzo Giustini

Riunisce i Giustini, i fuoriusciti ostili ai Vitelli, parte delle famiglie cittadine e gli interessi della Curia. Difende il governo pontificio, le rocche e l'esclusione di Niccolò Vitelli.

Parte vitellesca

Partigiani cittadini, contado e rete fiorentina dell'esilio Niccolò Vitelli

I Vitelli sono formalmente espulsi, ma conservano aderenti in città e nel contado. Niccolò e i figli vivono a Castiglion Fiorentino e ricevono protezione politica e militare da Firenze, preparando il ritorno.

Popolo

Città, borghi, campagne e alta valle del Tevere Nessun capofazione unitario

Artigiani, mercanti, lavoratori delle manifatture, contadini e abitanti del contado sono divisi dalle fedeltà familiari. Chiedono sicurezza, riapertura dei commerci, fiscalità tollerabile e fine degli assedi e delle vendette politiche.