Antica famiglia nata nel X secolo, gli Este sono sempre stati una dinastia guelfa, formalmente vassalla del Papato per il feudo di Ferrara e dell’Imperatore per Modena e Reggio.
Elevati al titolo ducale con Borso d’Este nel 1471, alla sua morte avvenuta lo stesso anno — non avendo discendenza ed essendo egli stesso illegittimo — designarono quale erede il fratellastro Ercole d’Este, figlio legittimo della terza moglie del vecchio duca Niccolò III.
La successione vide tuttavia sorgere una guerra tra Niccolò, figlio di Leonello, predecessore di Borso, e lo stesso Ercole, sostenuti rispettivamente da Milano e Mantova e da Venezia. Ercole ebbe la meglio, protetto dalle truppe della Serenissima, ma ben presto Niccolò di Leonello tornò a reclamare quanto gli spettava, stavolta con l’appoggio di Mantova e della stessa Venezia, che si era sentita tradita da Ercole dopo il matrimonio con Eleonora d’Aragona e la conseguente alleanza con i rivali napoletani. Il tentato colpo di stato fallì, i ribelli furono trucidati e Niccolò d’Este, unico rivale rimasto, fu decapitato nel 1476: la successione era ormai stabilizzata.
Ercole non è però un sovrano particolarmente capace nel gestire vicende di politica o di guerra, portato piuttosto a godere delle battute di caccia e della vita agiata di corte. Negli ultimi anni si è distinto per le ricorrenti disfatte contro Roberto Sanseverino nella guerra che lo vedeva a capo delle truppe schierate a difesa di Firenze contro il Papato, esito della congiura dei Pazzi. La ricerca di rapidi negoziati con la fazione nemica — che ha portato le sue due figlie ancora bambine a essere promesse a Ludovico Sforza, pretendente di Milano, e a Francesco Gonzaga, erede del Marchesato di Mantova — ha reso ancora più tesi i rapporti con Venezia.
Ormai fuori dalle dinamiche di guerra tra Firenze e Papato, il Ducato di Ferrara si prepara a vivere un momento di pace e prosperità sotto la guida di Ercole I e dell’astuta e sempre presente moglie Eleonora d’Aragona.