Sum mala spina malis, sum bona spina bonis
Famiglia di origini obertenghe, come gli Este e i Pallavicino, i Malaspina presero il nome dal marchese Alberto “il Malaspina”, vissuto nel X secolo. Casata amplissima della Lunigiana, ha ramificazioni così numerose da rendere l’arbusto spinoso che la contraddistingue una valida allegoria della propria discendenza.
Si distinguono due rami principali: quello dello Spino Secco, con le proprietà a ovest del fiume Magra, come i marchesi di Mulazzo, e quello dello Spino Fiorito, a est della Magra, con i marchesi di Fosdinovo e i signori di Massa e Carrara.
Nel 1473 il primogenito del marchese di Fosdinovo Antonio Alberico I, Jacopo, acquistò la signoria di Carrara consolidando il proprio dominio sul feudo di Massa, ma dovette dividere il potere con il fratello terzogenito Gabriele, cui era stato destinato il marchesato di Fosdinovo dal 1467 con il beneplacito del secondogenito Spinetta.
I rapporti tra i due fratelli non sono dei migliori, a causa della diversità di vedute politiche: Jacopo è più conservatore e tende a non scontentare Milano, mentre Gabriele, più intraprendente e meno incline a seguitare sul sentiero dei predecessori, ha sposato pienamente una politica filofiorentina, anche in prospettiva di un sostegno per difendersi dall’aggressività dei vicini milanesi.
Le numerosissime sfaccettature della famiglia sono corroborate da una politica matrimoniale endogamica — ci si sposa solo tra Malaspina, regola disattesa al momento dal solo Gabriele di Fosdinovo, che vuole imparentarsi con le famiglie più potenti di Firenze — e da una Lega tra condinasti finalizzata alla comune difesa, stipulata da Antonio Alberico agli inizi del XV secolo.