Il prestigio legato al nome della dinastia Gonzaga ha le sue origini nel XII secolo; Luigi Gonzaga divenne signore di Mantova nel 1328. Famiglia ghibellina, ottenne dall’Imperatore il titolo di marchesi di Mantova con Gianfrancesco Gonzaga.
Suo figlio Ludovico II detto il Turco rappresentò il più alto esponente della casata, grazie a una politica umanistica tale da rendere la sua città una tra le più progredite d’Europa. Il matrimonio con Barbara di Brandeburgo gli diede inoltre una compagna abile nella politica e nel governo, tanto da attribuirle la reggenza in sua vece quando si allontanava dal marchesato.
Assieme al marito, Barbara subì l’umiliazione della rottura del fidanzamento di due figlie promesse al figlio della sua amica personale Bianca Maria Visconti, il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza. Il rifiuto, probabilmente di natura politica, fu beffardamente motivato dalla presenza della tara ereditaria dei Gonzaga — la gobba, ricevuta dalla madre di Ludovico, Paola Malatesta — prima su Susanna, che si rinchiuse in convento, e poi su Dorotea, morta molto giovane.
Una tara che non intaccava però il carisma del Turco, capace di organizzare un concilio ecumenico a Mantova e di meritarsi per questo la Rosa d’Oro da papa Pio II. Indiscussi inoltre i saldi legami con l’imperatore Federico III d’Asburgo, corroborati da una politica matrimoniale che ha voluto diversi suoi figli imparentati con principi e principesse tedeschi e italiani.
Morì di peste nel 1478, lasciando un grosso vuoto a stento riempito dal figlio ed erede Federico Gonzaga. Filomilanese, supportato nella gestione del territorio dal cognato condottiero Francesco Secco, marito della sorellastra Caterina, e recentemente rimasto vedovo di Margherita di Baviera, nei suoi primi anni di governo Federico si trova a dover affrontare le non tanto celate ambizioni dei fratelli sul dominio della città, dai loro piccoli feudi nel contado del marchesato.