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Stemma Trastámara d’Aragona

Trastámara d’Aragona

Regno di Napoli

Governo: Monarchia feudale Capitale: Napoli Re: Ferdinando I d’Aragona
Storia della casata

La dinastia Trastámara ha le sue origini nel cuore della Castiglia e prende il nome dal titolo del conte di Trastámara, Enrico II di Castiglia, che da ribelle si scontrò contro il legittimo re di Castiglia, nonché suo fratellastro, Pedro, sottraendogli il trono. La dinastia è nel tempo diventata quella regnante, oltre che in Castiglia, anche in Aragona, Navarra e nel Regno di Napoli.

Il capostipite del ramo napoletano fu Alfonso V, il quale strappò il regno a Renato d’Angiò nel 1443 venendo proclamato re di Napoli, di Sicilia e di Gerusalemme. Morì senza eredi legittimi e i suoi possedimenti passarono al fratello, con l’eccezione del Regno di Napoli, ereditato dal figlio illegittimo Ferdinando, altrimenti conosciuto come don Ferrante.

Ferdinando sposò Isabella di Chiaromonte, nipote del principe di Taranto Giannantonio Orsini Del Balzo e prima in linea di successione al potente zio, che in realtà era sempre stato ostile agli aragonesi e filofrancese. Alla morte del padre dovette subire il proclama a lui ostile di papa Callisto III, che emise una bolla in cui lo riteneva figlio di un servitore moro anziché di Alfonso, rendendo di fatto vacante il trono di Napoli. Il papa morì però lasciando il posto a Pio II, il quale legittimò il suo formale vassallo come re Ferdinando I.

Questo non basto` a sedare le ambizioni di Giovanni d’Angiò, designato duca di Calabria ed erede al regno dal padre Renato. La guerra tra i due duchi di Calabria fu aspra e riaprì il conflitto tra angioini e aragonesi: i numerosi baroni del regno si schierarono con il francese, mentre Ferdinando poteva contare su potenti alleati, le milizie di papa Pio II, l’esercito del duca di Milano Francesco Sforza e le truppe del principe d’Albania Giorgio Castriota Skanderbeg. La morte di Giannantonio Orsini Del Balzo, principale finanziatore degli angioini, riportò sotto Ferdinando l’eredità delle grandi proprietà del principe di Taranto, che la moglie Isabella ricevette dallo zio. Dopo l’ultima inutile resistenza a Ischia, Giovanni d’Angiò s’arrese e tornò in Provenza nel 1464.

L’aragonese sottrasse ai baroni ribelli gran parte dei feudi che, aggiunti a quelli della moglie, morta nel 1477, lo rendono di fatto signore di gran parte dei territori sotto la sua formale influenza, a differenza di quanto era stato in passato. La lotta interna contro i nobili feudali, i Baroni, è tuttavia rimasta sempre viva, avendo egli attuato politiche volte a ridurre i privilegi della nobiltà feudale a vantaggio di una maggiore autonomia delle realtà comunali — le Universitas — e borghesi del regno.

I legami con l’estero sono stati invece rinforzati da un’avveduta politica matrimoniale, che vede il Regno di Napoli saldamente legato agli Sforza di Milano, agli Este di Ferrara e al re d’Ungheria Mattia Corvino.

Rivendicazioni sul Regno di Napoli

Renato d’Angiò, duca d’Angiò, duca di Bar, conte di Provenza e re titolare di Gerusalemme, conserva il titolo di re di Napoli strappatogli dagli aragonesi decenni prima. Le sue rivendicazioni sono legittimate dal testamento di Giovanna II d’Angiò, che lo designò erede prima di morire, rendendo di fatto gli aragonesi usurpatori del titolo. Non ha figli maschi: il primo in linea di successione è Carlo V d’Angiò, conte del Maine e figlio del fratello Carlo IV; dopo di lui il trono spetterebbe al re di Francia Luigi XI.

Albero genealogico
Alfonso I d’AragonaRe di Napoli27 giugno 1458
Giraldona CarlinoMadre di Ferrante I d’Aragona

LINEA REGIA REGNANTE

Ferrante I d’Aragona57 anniRe di Napoli e di Gerusalemme
Isabella di ChiaromonteRegina consorte · Principessa di Taranto30 marzo 1465
Giovanna d’Aragona25 anniRegina consorte

Alfonso d’Aragona

32 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · Duca di Calabria · sp. Ippolita Maria Sforza
Figli di Alfonso e Ippolita
Ferdinando d’Aragona13 anniPrincipe di Capua · nessuna promessa matrimoniale nota
Isabella d’Aragona10 anniPromessa a Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano
Pietro d’Aragona8 anniPrincipe di Rossano · nessuna promessa matrimoniale nota

Eleonora d’Aragona

30 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · sp. Ercole I d’Este

Federico d’Aragona

29 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · Principe di Squillace, Altamura e Taranto
  • Coniuge: Anna di Savoia.
  • Discendenza: Carlotta d’Aragona.

Giovanni d’Aragona

24 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · Cardinale · arcivescovo di Taranto

Beatrice d’Aragona

23 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · sp. Mattia Corvino

Francesco d’Aragona

19 anni
Madre: Isabella di Chiaromonte · Duca di Sant’Angelo · marchese di Bisceglie

Giovanna d’Aragona

1 anno
Madre: Giovanna d’Aragona · infanta reale

Figli naturali di Ferrante I d’Aragona

Ferdinando d’Aragona Maria d’Aragona Giovanna d’Aragona Ilaria d’Aragona Enrico d’Aragona Maria d’Aragona Cesare d’Aragona Alfonso d’Aragona Maria Cecilia d’Aragona Lucrezia d’Aragona Ferdinando d’Aragona Maria d’Aragona Giovanna d’Aragona
Fazioni interne

Sanseverino

Principato di Salerno; Diano; aree tra Campania, Basilicata e Calabria Antonello Sanseverino

Grande casata baronale del Regno, con forte radicamento territoriale e capacità militare. I rapporti con la Corona dipendono da privilegi, fiscalità, cariche e tutela delle autonomie feudali.

Sanseverino di Bisignano

Bisignano, Tricarico, Miglionico e feudi collegati Girolamo Sanseverino

Ramo di grande peso nel baronaggio meridionale. Da trattare come potenza territoriale autonoma, sensibile agli equilibri tra corte regia, baroni e autorità pontificia.

Caracciolo del Sole

Melfi, Venosa, Avellino, Forenza e feudi lucani-irpini Giovanni Caracciolo

Famiglia di altissimo rango feudale. Il controllo di Melfi e dei feudi interni la rende centrale negli equilibri del Regno e nei rapporti tra Corona e baronaggio.

Del Balzo-Orsini

Altamura, Andria, Venosa e Terra di Bari interna Pirro del Balzo

Casata magnatizia con possedimenti strategici in Puglia e Basilicata. Rapporti legati a concessioni feudali, sicurezza interna, fiscalità e prestigio di corte.

Guevara

Apice, Ariano e Irpinia Pietro de Guevara

Famiglia feudale con posizioni interne rilevanti. Può fungere da raccordo tra nobiltà militare, feudi appenninici e corte napoletana.

Gesualdo

Caggiano e feudi lucani-campani Luigi Gesualdo

Baronaggio radicato nell’area interna meridionale. I rapporti ruotano intorno a imposizione fiscale, autonomia feudale, incarichi e protezione dei diritti signorili.

Senerchia

Rapone, Sant’Andrea e area lucana Conti di Senerchia

Famiglia feudale dell’interno lucano. Peso politico inferiore ai grandi principi, ma utile per gli equilibri locali e per il controllo delle vie interne.

Caldora

Abruzzi e feudi collegati alla tradizione condottiera Rami superstiti della famiglia Caldora

Casata di tradizione militare e baronale. Il rapporto con la Corona è da maneggiare con cautela per il peso storico della famiglia nelle guerre del Regno.

Acquaviva d’Aragona

Atri, Teramo, Conversano e costa adriatica Giulio Antonio Acquaviva

Famiglia nobile di peso militare e territoriale. Rapporti legati alla difesa adriatica, alla lealtà verso il re e alla conservazione dei possessi feudali.

Del Balzo di Nardò

Nardò e Terra d’Otranto Duca di Nardò

Potere feudale salentino da considerare nelle dinamiche pugliesi e nella difesa costiera. Le relazioni dipendono da onori, fiscalità e sicurezza della regione.

D’Avalos / marchesi del Vasto

Vasto e area abruzzese-adriatica Marchese del Vasto

Famiglia di rilievo militare e dinastico. Utile per il controllo della fascia adriatica e dei rapporti con la nobiltà armata del Regno.

Popolo e arti cittadine

Napoli e città demaniali Rappresentanze urbane

Umore delle città legato a fiscalità, carestie, sicurezza, commercio e giustizia regia. Può incidere sulla stabilità interna e sul rischio di rivolte.