XV
Stemma Malatesta

Malatesta

Signoria di Rimini

Governo: Vicariato apostolico Capitale: Rimini Signore: Roberto Malatesta
Storia della casata

Con la pretesa di avere le proprie origini radicate nella gens Cornelia e quindi di annoverare tra i propri antenati Scipione l’Africano, i Malatesta di Rimini dovrebbero il loro nome a uno dei capostipiti, Rodolfo, che avrebbe dimostrato irrazionale coraggio e tenacia durante uno scontro: una caratteristica che contraddistingue la casata, da cui sono nati valorosi e ineffabili condottieri.

Fu nella famiglia dei Malatesta che si consumò la tragedia di Paolo e Francesca raccontata nella Commedia di Dante, quando nel 1285 Giovanni Malatesta uccise la moglie Francesca da Polenta, nobile di Ravenna, per averla colta in adulterio col fratello minore Paolo, ucciso anch’egli nel castello di Gradara.

I Malatesta estesero i loro domini in gran parte delle città romagnole e della landa marchigiana, fino a diventare signori di Brescia e Bergamo. Negli ultimi tempi però, colpevoli il dominio papale e la famiglia Montefeltro, sono rimasti signori della sola Rimini, dopo aver perso nel 1463 la battaglia contro la parte del proprio dominio distaccatasi nella Repubblica di San Marino.

L’ultimo di loro è Roberto detto “il Magnifico”. Dopo aver eliminato i fratellastri nel 1470 con il favore del papa, assunse il controllo della città, salvo poi dichiarare l’indipendenza e resistere a ogni tentativo del Papato di riprenderla, così come i castelli del contado. Salito al soglio Sisto IV, Roberto entrò nelle sue grazie, per poi nuovamente osteggiarlo quando rientrò a Rimini anzitempo in seguito al mancato pagamento per l’impegno contro Firenze dopo la congiura dei Pazzi del 1478.

Sisto IV ha lanciato l’interdetto su Rimini; ma Roberto, valoroso condottiero, dopo aver sbaragliato l’esercito papale a Magione è stato chiamato a svolgere il ruolo di condottiero presso la Repubblica di Venezia. I funzionari veneziani proveranno a mediare col Papato per togliere l’interdizione della sua signoria e porre fine alla rivalità.

Famiglia Malatesta e governo di Rimini
Sigismondo Pandolfo Malatesta Padre di Roberto e precedente signore di Rimini 9 ottobre 1468
Vannetta di Galeotto Toschi Madre di Roberto; nobildonna fanese

Linea regnante

Roberto Malatesta Detto il Magnifico; signore e vicario apostolico di Rimini Circa 40 anni
Elisabetta da Montefeltro Moglie di Roberto; figlia di Federico da Montefeltro e Battista Sforza 19 anni

Figlia legittima di Roberto ed Elisabetta da Montefeltro

Battista Malatesta

Bambina
Unica figlia legittima di Roberto ed Elisabetta; bambina nel gennaio 1480.

Figli naturali di Roberto già nati nel gennaio 1480

Pandolfo Malatesta

5 anni
Primogenito naturale di Roberto, nato il 5 luglio 1475 da Elisabetta Aldobrandini.

Giovanna Malatesta

3 anni
Figlia naturale di Roberto, nata il 16 maggio 1477.

Giovanni Malatesta

2 anni
Figlio naturale di Roberto, nato nel 1478; il giorno di nascita non è documentato.

Dorotea Malatesta

2 anni
Figlia naturale di Roberto, nata il 26 aprile 1478 da una donna mantovana della famiglia da Crema.
Fazioni interne

Casa Malatesta

Rimini, Castel Sismondo, Verucchio e contado Roberto Malatesta

Casata dominante e centro della signoria. Il potere dipende dal prestigio militare di Roberto, dal controllo delle fortificazioni, dalla protezione delle potenze alleate e dal riconoscimento del vicariato da parte della Santa Sede.

Ramo Malatesta di Sogliano

Sogliano e territorio collinare a nord-ovest di Rimini Carlo Malatesta

Ramo collaterale autonomo, riavvicinato a Roberto dopo precedenti contrasti. Costituisce una risorsa militare e dinastica, ma conserva interessi propri e una distinta base territoriale.

Maggiorenti favorevoli a Roberto

Rimini, mercatura urbana e amministrazione locale Matteo Belmonti e Alberto Petrucci da Mondavio

Gruppo di notabili che sostenne l'ingresso e l'affermazione di Roberto nella città. Cerca stabilità politica, tutela dei commerci e accesso agli incarichi, sostenendo il signore finché garantisce ordine e prosperità.

Popolo

Rimini, borgo di San Giuliano, porto, campagne e castelli del contado Nessun capofazione unitario

Artigiani, mercanti, marinai, pescatori, lavoratori urbani, contadini e piccoli proprietari costituiscono la base produttiva e fiscale della signoria. Il loro sostegno dipende dal lavoro, dagli approvvigionamenti, dalla sicurezza del porto e delle strade, da una fiscalità tollerabile e dall'equità della giustizia; guerre, requisizioni e blocchi commerciali possono incrinarne rapidamente la fedeltà.